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domenica 25 giugno 2017
francesco niccolini
E nonostante tutti gli sforzi creativi,
il passato poté essere tenuto a bada solo in maniera imperfetta.
[Rohinton Mistry, A Fine Balance]


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Maestri e laboratori
Il Laboratorio fatto con te mi ha fatto capire che quando il capitano è un VERO capitano, porta tutti i marinai a remare con amore per raggiungere TUTTI la stessa riva. Auguro a molti allievi d'averti come Maestro.
Valentina d'Andrea, attrice
 
Mozart

«Scrivi come Mozart».

                                      Flavio Albanese

 
Euripide

«Ho visto più spettacoli tuoi che di Euripide».

                                                                    Giorgio Testa

 
Pirandello

«Ho visto più spettacoli tuoi che di Pirandello».

                                                                     Mario Bianchi

 
Graphic Novel

“Aspettando il vento”, un romanzo visivo di formazione, alla London, alla Salgari, alla Dickens. Un graphic novel emozionale, firmato Francesco Niccolini, Luigi D’Elia e Simone Cortesi.

Piero Ferrante, Macondo -La Città dei libri

 
Dopo la dieta

«Un bronzo di Riace».
                                Patrizia Coletta

 
Carriera? impossibile!

«Non ha un partito alle sue spalle, né un padrino: non potrà mai diventare direttore di un teatro o di un festival in Italia».

un pensionato di Castiglioncello

 
...però
Piu ti conosco e più ti voglio bene. Non so se ti conosco bene, però.
Alessandra Manti
 
Aspettando il vento

«“Aspettando il vento” mi è piaciuto per quel bambino un po' impedito, per l'elenco degli uccelli e per il tempo sospeso nell'attesa della posizione giusta dell'Orsa maggiore e di quella minore, e del vento favorevole. E poi per la scelta di rinunciare a una storia per lasciare spazio alla poesia. L'apparecchio di Caterina è poesia... del resto!»

Giuseppe Dunghi

 
Lo zio argentino

«In una cattedrale del tango dove si danno appuntamento i vivi che danzano a occhi chiusi con i fantasmi, sarebbe scuro, intimo e segreo come la zona grigia delle nostre omissioni, inconfessabile come il legame di sangue che più o meno tutti abbiamo con i nostri genocidi...»

Roberto Aldorasi

 
Aspettando il vento 2

«Aspettando il vento, il fantastico volo di un'amicizia, il terzo spettacolo di Luigi D'Elia, immerso completamente nella natura, scritto ancora con Francesco Niccolini, dedicato questa volta al luogo dove lavora il narratore pugliese con Thalassia teatro, l'oasi Torre Guerceto. Ed infatti il sottotitolo recita “Torre Guaceto, il passaggio degli uccelli migratori e tre bambini nel tempo: partire, tornare, custodire i luoghi”. Dopo “Storia d'amore di Alberi” tratto da “L'uomo che piantava gli alberi” di Jean Jono, “La grande foresta” quest'anno premio “Eolo Award”, piccolo capolavoro, spettacolo di formazione, al centro di “Aspettando il vento” vi sono gli uccelli, la loro vita, la loro migrazione, i venti che accompagnano il loro destino e quello degli adulti,visti con gli occhi di tre bambini molto particolari , Arturo, il protagonista e i suoi due amici, Caterina e Andrea. Arturo,ragazzetto, timido e balbuziente, stimolato dalla sua sapiente amichetta ornitologa Caterina, contravvenendo ai consigli della madre, si avventura nella palude che c'è ai margini del suo paese, è lì che incontra Andrea, creatura bizzarra che vive a stretto contatto con gli uccelli che popolano il luogo. E' insieme a lui che Arturo e gli spettatori osservano l'infinita varietà di volatili che vi convergono, in attesa di quando le stelle dell'Orsa maggiore e quelle dell'Orsa minore si posizionano sulla stessa altezza, per poter spiccare il volo della migrazione. Ancor più del solito la narrazione di D'Elia entra nel cuore dell'infanzia per regalarci la definizione di un mondo dove l'incanto regna sovrano, nella descrizione di una natura arcana, tutta da scoprire, dove Andrea, il bambino uccello, che ad un certo punto, forse, migrerà  con i suoi amici alati con cui vive quasi in simbiosi, è il tramite tra il protagonista ed il mistero di un rito miracoloso che ogni anno si compie inevitabilmente. E poi c'è anche chi resta insieme ad Arturo e Caterina, ormai diventati inconsapevolmente adulti, Il barbagianni, custode di un mondo che anche qui l'anno dopo, inevitabilmente, si ripopolerà. La minuziosa descrizione del mondo ornitologico e delle sue abitudini, operata dal testo, non frena in nessun modo la vena poetica di questo nuovo spettacolo di D'Elia- Niccolini, intriso di commozione, spesso venata di ironia che si posiziona ancora una volta tra le creazioni più originali del teatro ragazzi italiano.»

Mario Bianchi

 
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