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venerdý 22 novembre 2019
francesco niccolini
E nonostante tutti gli sforzi creativi,
il passato potÚ essere tenuto a bada solo in maniera imperfetta.
[Rohinton Mistry, A Fine Balance]


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Italia Albania, vent'anni dopo

ImageNON ABBIATE PAURA
Grand Hotel Albania

oratorio di Francesco Niccolini per la città di Brindisi, vent'anni dopo

con Luigi D’Elia

oggetti scenici
Antonio Catalano e Luigi D'Elia

regia
Francesco Niccolini e Luigi D'Elia

una produzione Thalassia

Un racconto per quelli che stanno da questa parte del mare. Per non dimenticare quello che accadde. Per una medaglia mai data. Ma soprattutto per un incontro straordinario: quello fra novantamila brindisini e più di ventimila albanesi. La cronaca di quei giorni che diventa orazione civile, indignazione, rabbia, e molta, moltissima umanità.
Per chi arriva dal mare, ieri come oggi.

 

[incipit]

«Come volete che ve la racconti, questa storia? Forse come una piaga biblica: i giornali dell'epoca usarono parole come esodo, inferno, apocalisse, ventimila dannati.
Oppure come una catastrofe ambientale, un'epidemia, un terremoto. Forse meglio un'alluvione, una diga che crolla: un Vajont di essere umani, ventimila gocce d'acqua che si abbattono, in un istante, nello stesso luogo.
Come ogni frana anche questa comincia con pochi, quasi impercettibili segni di cedimento. Poi un giorno le brecce, le incrinature, le gocce si moltiplicano: il vento, da Est, comincia a soffiare troppo forte per essere brezza naturale. E ti accorgi che l'impossibile è accaduto: la diga è schiantata, il muro crollato.
Già, il muro.
Si era sgretolato un anno e mezzo prima, su, a nord, a Berlino. Era il 9 novembre 1989 e il ministro della Propaganda della Germania Est ebbe l'ingrato compito di fare un annuncio alla stampa internazionale: i berlinesi potranno liberamente attraversare il confine.
Ah sì, e da quando?

Il ministro cercò inutilmente una risposta nel foglio che aveva davanti, ma non c'era scritto quando. Non avendo un'idea più precisa, gli venne da rispondere: "Per quanto ne so, immediatamente".

Il quello stesso istante il muro già non esisteva più. Tutto era cambiato, la guerra fredda finita, e i popoli d'Europa finalmente liberi.

Ma vi siete mai domandati cosa accade quando la diga crolla?
No. La domanda giusta è: cosa accade se la diga crolla qui.
Non domani. Oggi.
Non altrove. Qui, davanti.
Sotto i tuoi occhi.
No in televisione.
Non dentro un telegiornale che parla di mondi lontani.
Questo mondo.
Questa città.
Questo porto.
Qui.»

francesco niccolini

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