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venerdý 22 novembre 2019
francesco niccolini
E nonostante tutti gli sforzi creativi,
il passato potÚ essere tenuto a bada solo in maniera imperfetta.
[Rohinton Mistry, A Fine Balance]


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L'ultimo spettacolo di Koreja e Francesco Niccolini

ImageALICE

di Francesco Niccolini
regia Salvatore Tramacere
con Alessandra Crocco, Giovanni De Monte, Carlo Durante, Silvia Ricciardelli

«Certe bambine hanno una sgradevolissima tendenza a diventare grandi: spero che tu non farai niente di simile prima del nostro prossimo incontro.»

Charles Lutwige Dodgson,
alias
Lewis Carroll
 
nella foto Alessandra Crocco

collaborazione artistica Fabrizio Pugliese ed Enzo Toma
scene Iole Cilento
costumi Enzo Toma
realizzazione scene e cura tecnica Mario Daniele, Angelo Piccinni
collaborazione all’allestimento Lucio Diana
ufficio stampa Paola Pepe

Alice inquieta e diverte da morire. Quando Carroll pubblicò “Alice nel paese delle meraviglie” un quotidiano inglese scrisse che quel romanzo «possiede questo vantaggio, che non ha morale, e che non insegna niente». Masolino D'Amico va oltre: «un libro di travolgente anarchia, un libro dove l'autorità è mostrata come dispotica, capricciosa e intollerante, dove le istituzioni sono incomprensibili e ingiuste, dove la divinità non è nominata neppure; un libro in cui gli insegnamenti tradizionalmente porti ai fanciulli sono costantemente messi in ridicolo, dove le poesie edificanti, faticosamente mandate a memoria a scuola, sono ridotte a non senso».

Come se tutto ciò non bastasse, il suo autore, Lewis Carroll, non esiste: è un nome di fantasia che copre l'identità del reverendo Charles Lutwidge Dodgson, matematico discreto e balbuziente, nonché fotografo eccezionale, ossessionato dall'inarrestabilità dell'infanzia. Nel senso che non puoi smettere di crescere e diventare grande: Che cos'è Alice se non un libro per adulti stufi di crescere per niente? Questo è il libro che ci riconcilia con la disgrazia più irrimediabile della vita: non essere mai adulti e poi, improvvisamente, non essere più bambini.

Image foto di Eduardo De Matteis

In scena un coniglio bianco, un uovo saggio più di un dizionario, un gatto, una regina, un cappellaio, delle margherite e due cavalieri. È un piccolo esercito di folli squilibrati per affrontare il grande enigma: come mettere in scena questo capolavoro? Come porgerlo, centocinquanta anni dopo, a un nuovo pubblico? Quale mondo alla rovescia può contaminare i nostri bambini e i bambini che dormono in noi, ormai adulti? Non ha senso 'tradurre' alla lettera il testo di Carroll: nuovi nonsense, nuove vene di follia e di divertimento, nuovi personaggi e meraviglie riempiono questa Alice, a cui applicare le regole del teatro, quello vero, quello delle compagnie che per sorprendere ancora devono lavorare sodo.

Francesco Niccolini

per contatti Laura Scorrano Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo  

 
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