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mercoledý 19 dicembre 2018
francesco niccolini
E nonostante tutti gli sforzi creativi,
il passato potÚ essere tenuto a bada solo in maniera imperfetta.
[Rohinton Mistry, A Fine Balance]


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Uno spettacolo ispirato al Mahābhārata

regia di Giorgio Barberio Corsetti
testo di Francesco Niccolini

 

una produzione L’Uovo Teatro Stabile d’Innovazione de L’Aquila, Fondazione Le Città del Teatro - Teatro Stabile delle Marche, Fattore K. finanziato dal Programma di Cooperazione Comunitario Greece – Italy 2007/2013 e sostenuto dal Teatro Pubblico Pugliese nell’ambito del Progetto “Bottega delle Voci Centro di Produzione Teatrale II”

con Ippolito Chiarello, Francesco Ferrante, Marco Grossi, Fabrizio Lombardo, Marcello Prayer, Fabrizio Pugliese, Barbara Ronchi, Silvia Rubino, Fabrizio Saccomanno, Maurizio Semeraro

scene Giorgio Barberio Corsetti e Massimo Troncanetti
costumi Francesco Esposito
video design Igor Renzetti
luci Mauro Marasà
regista assistente Roberto Aldorasi
collaborazione alla drammaturgia Davide Schinaia
musiche Alessandro Pipino


«Dieci attori in scena interpretano una folla di personaggi: uomini, dèi, eroi, figli di dèi, demoni, che vediamo passare attraverso nascite, morti, reincarnazioni, in un tessuto narrativo ricco come il destino di tutti gli uomini. La storia di tutte le storie, al punto che tutto ciò che esiste vi è contenuto e ciò che non vi è, non esiste. Eppure, la storia è semplice: una famiglia regnante, due fratelli, un re cieco, molti figli. E un destino di guerra. Una guerra grande e tragica, che ha come sfondo la piana di Kurukshetra, dove attraverso il sacrificio di tutti i combattenti, l’umanità pone le faticose radici per il tempo a venire.
La scenografia è un piano inclinato basculante, che può montare verso il cielo, ma anche improvvisamente cedere e far rotolare giù, in una caduta scomposta. In scena anche immagini proiettate su teli mobili e trasparenti come le illusioni di Maja e immagini di guerra che assomigliano alle guerre che costantemente scoppiano nel mondo, guerre di distruzione fisica, guerre di distruzione economica. Gli attori vivono l'esperienza di questo racconto, e con loro il pubblico, attraversano insieme le storie, che alla fine conosceranno come si conosce la propria vita.» - Giorgio Barberio Corsetti








 
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