http://www.francesconiccolini.eu
lunedý 21 agosto 2017
francesco niccolini
E nonostante tutti gli sforzi creativi,
il passato potÚ essere tenuto a bada solo in maniera imperfetta.
[Rohinton Mistry, A Fine Balance]


Home
curriculum
spettacoli
cinema e tv
teatro ragazzi
libri e dvd
testi e articoli
seminari e laboratori
links
compagni di viaggio
contatti
archivio vecchi lavori
premi
foto
EuroplÓ
tournÚe e appuntamenti
dicono di lui


Femminicidio nella Napoli del Seicento

ImageIn Flagrante Delicto
il principe, la sposa, il musico e l'assassino

di Francesco Niccolini
con Marcello Prayer
musiche originali di Alessandro Grego
regia di Roberto Aldorasi

una produzione
Fattore K - Thalassia Teatro

in collaborazione con
Teatro Comunale di Avellino “Carlo Gesualdo”

Sulle tracce di Gesualdo da Venosa. Un lavoro di ricostruzione e ricerca, di verità storica e riproposizione poetica, fra leggenda, mito e storia. Il tentativo di sottrarre all’oblio un tempo, quello tra Cinquecento e Seicento, cupo e violento eppure ricco di nuove scoperte culturali e un personaggio dall’ombra inquietante, pieno di contraddizioni e turbamenti. E, come in un quadro di Caravaggio, tra luce e ombra provare a ricostruire il mosaico: la vita, l’epoca, i sentimenti, la religione, la colpa, il dovere, la forma. E la musica. Un madrigale in cui tessere la trama delle mille voci della mente di Gesualdo, la polifonia dissonante della sua coscienza e delle sue passioni, della sua indole e dei suoi doveri, delle sue composizioni sublimi e dei suoi delitti. Il desiderio di provare a fare drammaturgia esplorando il confine tra narrazione e teatro drammatico, proprio come, all’inizio del Seicento, la composizione musicale oscillava tra polifonia e monodia, tra la pittura musicale dei testi e la nascita del melodramma.

La storia

ImageCarlo Gesualdo, principe di Venosa: fu l’erede di una delle famiglie di più antica nobiltà dell’Italia meridionale. Nacque a Venosa l’8 marzo 1566 da Fabrizio II e Geronima Borromeo. La stirpe del padre aveva ascendenze normanne, quella della madre annoverava figure di santi e uomini d’arme: uno degli zii di Carlo fu San Carlo Borromeo. Giovanissimo, Gesualdo non si occupò altro che di musica, studi e caccia. Si sposò con la cugina Maria d’Avalos, figlia del marchese di Pescara. Maria era di sei anni più anziana di lui e già al terzo matrimonio: sposa quindecenne, madre di due figli che muoiono in giovane età. Poi sposa a vent’anni un quattordicenne, Alfonso Gioieni, che morirà sei anni dopo senza lasciarle eredi.

Carlo Gesualdo la sposa nel 1586. Dal matrimonio nasce un solo figlio, Emanuele. Quattro anni dopo Gesualdo uccide Maria d’Avalos, avendola sorpresa in «flagrante delicto di flagrante peccato» insieme a Fabrizio Carafa, duca d’Andria, suo amante e grande amore. Li uccise entrambi. Sebbene il fatto non fosse contro la legge, Carlo dovette mettersi in salvo dalla possibile vendetta delle famiglie d’Avalos e Carafa e si ritirò nel proprio feudo di Gesualdo: chiuso nel castello, ordinò il taglio di un intero bosco di querce e abeti per meglio controllare eventuali arrivi e attacchi nemici. Ciononostante, Carlo Gesualdo non recuperò mai più una serenità che ormai aveva perso per sempre, in preda al rimorso e alla sua coscienza.

ImageSi sposò una seconda volta con Eleonora d’Este, nipote di Alfonso II duca di Ferrara. Fu un matrimonio sontuoso nella città estense, dove per un breve periodo Gesualdo dimorò, subendone una decisiva influenza musicale: vi compose la maggior parte dei suo madrigali, in parte su testi di Torquato Tasso. Ben presto però preferì tornare a Gesualdo, dove passò il resto della sua vita dedicandosi alla preghiera e alla musica, costituendovi uno straordinario gruppo di musicisti di corte. Provò a esplorare tutte le vie a sua disposizione per la composizione musicale, e ottenne risultati sorprendenti per il suo tempo.Fu uomo pieno di contraddizioni, passioni e rimorsi, logorato nel sistema nervoso, pieno di ansie e con una religiosità incredibilmente tormentata: fece erigere chiese e conventi, fece realizzare affreschi a tema sacro e fece costruire nel suo castello una grande tipografia per componimenti musicali.

Gesualdo di Venosa vide morire entrambi i suoi due figli: nel 1600 Alfonsino avuto dalla seconda moglie, quindi Emanuele (figlio di Maria d’Avalos), morto accidentalmente il 20 agosto 1613. Gesualdo non sopravvisse a questo nuovo dolore e si spense l’8 settembre dello stesso anno. Insieme alla sua vita si chiuse anche la casata dei Gesualdo, estinta senza eredi maschi.

Teatro Comunale di Mesagne, 6 dicembre 2013 - ore 21
Teatro di Novoli, 14 dicembre 2013 - ore 21
Teatro di Modugno, 15 dicembre 2013 - ore 21
Avellino, Teatro Gesualdo, 17 dicembre 2013 - ore 21
Roma, Teatro dell'Orologio, 14-15 febbraio 2014 - ore 21 e 16 febbraio - ore 17:30

 

Distribuzione
  Francesca Vetrano
  Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  340 0552780

 
go to top Go To Top go to top