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mercoledý 19 dicembre 2018
francesco niccolini
E nonostante tutti gli sforzi creativi,
il passato potÚ essere tenuto a bada solo in maniera imperfetta.
[Rohinton Mistry, A Fine Balance]


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Aspettando il vento 2

«Aspettando il vento, il fantastico volo di un'amicizia, il terzo spettacolo di Luigi D'Elia, immerso completamente nella natura, scritto ancora con Francesco Niccolini, dedicato questa volta al luogo dove lavora il narratore pugliese con Thalassia teatro, l'oasi Torre Guerceto. Ed infatti il sottotitolo recita “Torre Guaceto, il passaggio degli uccelli migratori e tre bambini nel tempo: partire, tornare, custodire i luoghi”. Dopo “Storia d'amore di Alberi” tratto da “L'uomo che piantava gli alberi” di Jean Jono, “La grande foresta” quest'anno premio “Eolo Award”, piccolo capolavoro, spettacolo di formazione, al centro di “Aspettando il vento” vi sono gli uccelli, la loro vita, la loro migrazione, i venti che accompagnano il loro destino e quello degli adulti,visti con gli occhi di tre bambini molto particolari , Arturo, il protagonista e i suoi due amici, Caterina e Andrea. Arturo,ragazzetto, timido e balbuziente, stimolato dalla sua sapiente amichetta ornitologa Caterina, contravvenendo ai consigli della madre, si avventura nella palude che c'è ai margini del suo paese, è lì che incontra Andrea, creatura bizzarra che vive a stretto contatto con gli uccelli che popolano il luogo. E' insieme a lui che Arturo e gli spettatori osservano l'infinita varietà di volatili che vi convergono, in attesa di quando le stelle dell'Orsa maggiore e quelle dell'Orsa minore si posizionano sulla stessa altezza, per poter spiccare il volo della migrazione. Ancor più del solito la narrazione di D'Elia entra nel cuore dell'infanzia per regalarci la definizione di un mondo dove l'incanto regna sovrano, nella descrizione di una natura arcana, tutta da scoprire, dove Andrea, il bambino uccello, che ad un certo punto, forse, migrerà  con i suoi amici alati con cui vive quasi in simbiosi, è il tramite tra il protagonista ed il mistero di un rito miracoloso che ogni anno si compie inevitabilmente. E poi c'è anche chi resta insieme ad Arturo e Caterina, ormai diventati inconsapevolmente adulti, Il barbagianni, custode di un mondo che anche qui l'anno dopo, inevitabilmente, si ripopolerà. La minuziosa descrizione del mondo ornitologico e delle sue abitudini, operata dal testo, non frena in nessun modo la vena poetica di questo nuovo spettacolo di D'Elia- Niccolini, intriso di commozione, spesso venata di ironia che si posiziona ancora una volta tra le creazioni più originali del teatro ragazzi italiano.»

Mario Bianchi

 
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